Il Profeta nacque un lunedì, il 22 aprile dell’anno 571 d.C. nella città della Mecca, in Arabia Saudita. Suo padre, AbdAllah, mori  prima della sua nascita, per tanto che egli fu accudito prima di nonno, poi dalla zio, con il quale visse in un ambiente dedito al commercio su grande scala nel quale Muhamma (pbsl) divenne un mercante esperto e stimato per la sua abilità e onestà.

In uno dei suoi viaggi in Siria, incontrò un monaco di nome Bahira il quale si rese conto dopo aver osservato attentamente le caratteristiche del ragazzo e dopo una serie di domande che Muhammad era il Profeta descritto negli antiche testi sacri cristiani che tutti stavano aspettando. Cosi avverti suo zio di allontanarlo poiché se lo avessero riconosciuti gli ebrei avrebbero complottato contro di lui.

All’età di 25 anni il Profeta si sposò con una quarantenne di nome Khadija dalla quale ebbe sette figli. In questo periodo iniziò ad avere frequenti momenti d’isolamento e di ritiro in una grotta del monte Hira, nei pressi della Mecca, per riflettere e mediare sulla verità di quel unico Dio del quale avvertiva la presenza, una presenza trascurata dalla sua società. I meccani infatti erano politeisti e adoravano un enorme quantità di divinità, circa 360.

Ed è proprio in una di queste riservate occasioni che trovò quello cha stava cercando, anche se in modo inaspettato e all’inizio addirittura terrificante. Una notte fu svegliato dan un alone di luce che gli rivolse, senza preamboli, con queste parole: “Iqrà”. È un termine complesso che può significare molte espressioni: recitare, leggere, declamare e anche esporre.

Muhammad atterrito ripose di non sapere leggere; allora gli fu ordinato di declamare queste parole:

Leggi! In nome del tuo Signore che ha creato,

ha creato l’uomo da sangue coagulato,

Leggi, che il tuo Signore è Generosissimo,

Colui che ha insegnato all’uomo mediante il calamo,

che ha insegnato all’uomo quello che non sapeva.

Questo rappresentò il primo versetto rivelato a Muhammad dall’ angelo Gabrielle.

Il Profeta, ormai quarantenne, sconvolto dall’accaduto raccontò tutto alla moglie Khadija che ebbe fiducia in quello che gli disse e tentò quindi di calmarlo.

Dopo ulteriori rivelazioni egli capi che non poteva tenerle a se ma che doveva comunicarle a tutti. Cosi si rese conto di essere quel Messaggero che molti attendavano.

I primi a credergli furono la moglie e l’amico, Abubakr. In seguito il numero dei fedeli iniziò ad aumentare, un espansione questa che i meccani temettero sin dall’ inizio, in quanto il messaggio del Profeta incitava al puro Monoteismo senza alcun tipo di associazione, che la fonte di ricchezza che traevano dalle carovane dei pellegrini che visitavano il santuario nella Mecca fosse in pericolo. Cosi i politeisti iniziarono una dura repressione contro i musulmani tanto che il Profeta ordinò ai fedeli più deboli di trasferirsi nell’Etiopia dove governava un re (Negus), famoso per la sua tolleranza e umanità.

I medinesi, abitanti della città di Medina (sempre in Arabia saudita), convertiti all’Islam dopo circa dieci anni, invitarono Muhammad e i musulmani a trasferirsi nella città. Cosi il Profeta accettò ed ordine a tutti i musulmani di recarsi nella nuova destinazione. Quindi anche quelli che abitavano in Etiopia si trasferirono lasciando tutti i propri beni, come dedizione alla propria religione.

Fu impartito in seguito anche a Muhammad l’ordine da Allah di recarsi a Medina. I nemici meccani non vollero lasciarlo andare e pianificarono una congiura. Dio rivelò tutto al Messaggero che riuscì cosi a sfuggire con il suo fedele amico AbuBakr raggiungendo la nuova città accolti con entuasmo dagli abitanti. Il Profeta fece costruire subito una moschea e poi un’altra nella quale costruzione confluirono sia i medinesi sia i meccani in segno di una nuova convivenza e fratellanza.

Precedentemente di Medina erano già sopraggiunti molti ebrei perché a conoscenza dell’attesissimo arrivo. Ma tuttavia no lo accettarono in quanto arabo cosi nutrirono nei suo confronti gelosia e tanto odio, nonostante fossero sempre stati trattati bene dai musulmani (gli ebrei ebbero lo stesso comportamento nei confronti di Gesù).

Due anni dopo dall’arrivo di Muhammad, avvenuto nel 622, scoppiò la prima guerra tra musulmani e politeisti meccani nei pressi di badr da cui prenderà il nome la battaglia. I musulmani vinsero con facilità, ma furono attaccati un anno dopo dai nemici che riuscirono ad invadere il nord della città giungendo fino al monte Uhud, a nord dell’oasi di Media. Questa seconda battaglia fu particolarmente difficile: in un primo momento vinsero i musulmani, ma successivamente ebbero la meglio i meccani. Morirono settanta fedeli tra i quali lo zio del Profeta Hamza a lui molto caro. Due anni dopo ripresero un altro attacco più duro con l’intenzione di sterminare tutta la comunità islamica. Dio però venne in aiuto ai musulmani provocando freddo e tempesta, costringendo cosi i malintenzionati alla ritirata. Quest’ultimo attacco era stato sostenuto economicamente dagli ebrei che cosi facendo non rispettarono i patti, presi con la gente dell’Islam, di convivenza e reciproco rispetto. Muhammad quindi decise di punire gli ebrei per i loro tradimento, mandandoli fuori dalla città di Medina. Cosi i traditori furono costretti ad emigrati in Siria. Con il passare del tempo i musulmani sentirono il bisogno di recarsi alla Mecca per visitare il luogo sacro. I meccani che non lo avevano mai acconsentito, pensando di poter trarre vantaggio, stabilirono con i fedeli islamici un periodo di tregua della durata di dieci anni. I meccani, come avevano progettato, non rispettarono l’accordo, uccidendo cosi numerosi pellegrini. A questo punto il Profeta con i propri seguaci decise di impadronirsi della Mecca. Fecero sapere le loro intenzione, in modo pacifico, ai nemici che pentiti e convertiti all’Islam consegnarono la città senza opposizione.

Muhammad tornò comunque a vivere a Medina due anni dopo la presa della città accompagnato da un gruppo di fedeli con il quale il Profeta sarebbe tornato in pellegrinaggio alla Mecca per un ultima volta. In quest’ultima occasione Muhammad parlando alla gente dell’Islam si raccomandò del rispetto reciproco, in modo particolare verso le donne, e di non nuocere alcunché precisando che queste sarebbero le sue ultime volontà. Il Profeta infatti poco dopo il suo rientro a Medina si ammalò e Iddio l’Altissimo pose fine alla sua vita terrena. Cosi la guida della comunità islamica fu assegnata al suo fedele amico AbuBakr.

Publicités