Mohamed Nur Al-Haq

Dice l’Altissimo:O voi che credete, vi è prescritto il digiuno come era stato prescritto a coloro che vi hanno preceduto. Forse diverrete timorati; [digiunerete] per un determinato numero di giorni. Chi però è malato o è in viaggio, digiuni in seguito altrettanti giorni. Ma coloro che [a stento] potrebbero sopportarlo, c’è un’espiazione: il nutrimento di un povero. II.183,184.

Disse il Profeta Muhammad (PBSL): “Allah Potente e Glorioso ha detto: “Ogni azione del figlio di Adamo gli appartiene,eccetto il digiuno, che appartiene a Me, ed Io ne do ricompensa; il digiuno è un’armatura e,quando sia di giorno di digiuno per uno di voi, non nutra propositi osceni nè vociferi e, se qualcuno lo ingiuria e lo combatte, dica: “sto digiunando”; e per Colui nella Cui mano è l’anima di Muhammad, l’alito cattivo che promana dalla bocca di colui che sta digiunando è migliore davanti a Dio del profumo del muschio; chi digiuna ha due notivi di cui rallegrarsi: si rallegra quando lo rompe e si rallegrarà del digiuno fatto quando incontrerà il Signore”.

Il digiuno di Ramadan (saum) rappresenta per i musulmani uno dei pilastri della Religione più sentiti, essendo forse l’atto rituale più respettato dai credenti di ogni latitudine.

Per ordine Divino, a partire dalla prima alba del mese di Ramadan, ogni credente di ambedue isessi si astiene dal consumare cibo, bevande e atti sessuali fino al tramonto del sole: in questo arco di tempo sono proibiti anche i comportamenti interiori ed esteriori che siano in contrasto con la moralità ed i pecetti islamici come ovviamente deve avvenire in tutti gli altri normali giorni della loro vita.

Il digiuno di Ramadan dura l’intero mese e viene rotto (liftar) giornalmente al tramonti del sole: è pratica fortemente erogativa effettuarne la rottura presso una moschea insieme ad altri musulmani, ciò al fine di condividere con loro la gioia del ritrovati sostentamente che Allah il Generoso tutti i giorni provvede per noi, soprattutto per vivere all’interno della comunità lo straordinario valore spirituale del digiuno stesso. Inquesti giorni che il credente dedicherà ad Allah rispettando l’astensione da quanto proibito, sarà altamente meritorio dedicarsi allo studiodel Corano, alla preghiera nelle moschee e al Ricordo di Allah (dhikr); il digiuno di Ramadan avrà il suo culmine nella notte del ventisette dello stesso mese, quando tutti i musulmani potranno passare queste ore all’interno di una moschea pregando tutta la notte e chiedono il Perdono del Compassionevole per i piccati commessi durante l’anno: questa notte sublime è nota come la Notte del Destino(Lailat al Qadr) e costotuisce per tutti i credenti il momento propizio per chiedere al Misericordioso il Suo Perdono, la Sua Grszia e la Sua Benedizione su di loro.

Dice Allah il Sublime:Invero lo abbiamo fatto scendere nella Notte del Destino. E chi potrà farti comprendere la Notte del Destino? La Notte del Destino è migliore di mille mesi. In essa discendono gli angeli e Lo Spirito, con il permesso del loro Signore, per (fissare) ogni decreto. E’pace, fino al levarsi dell’alba. XCVII:1/5

Cari frtelli e sorelle nell’islam, il digiuno di Ramadan è un fondameto della Religione e tale precetto non è in nessun caso trascurabile poiché è parte integrante della nostra fede e del nostro timore di Allah. Per il credente digiunare è una Grazia Divina in quanto rappresenta il momentaneo distacco dai bisogni terreni e contemporaneamente l’avvicinamento spirituale a Cului che sussiste per Se stesso e per il Quale tutto sussiste: da Lui veniamo e a Lui ritorniamo e per ringraziarLo e glorificarLo al meglio ci sembra che il digiuno sia la condizione ideale per far si che Egli senta il nostro amore per Lui.

Dice l’Altissimo nel Santo Corano: O voi che credete, vi è prescritto il digiuno come era stato prescritto a coloro che vi hanno preceduto.Forse diverrete timorati…II:183.

Il digiuno di Ramadan, tra i suoi molteplici significati interiori, educa il figlio di Adamo al riconoscimento per le grazie che Allah il Generoso ci concede, facendoci apprezzare il valore e la provenienza si ciò che ci permette di soppravvivere: la vitale acqua, il cibo che ci da forza e vigore, il sesso come strumento di procreazione nonché anticipatore delle gioie paradisiache e mezzo per preservarci dalla fornicazione e dall’adulterio. Per un mese all’anno, fermarci un momento a meditare su noi stessi, sul nostro Sublime Creatore e sulle innumerevoli grazie che fa scendere giornalmente su di noi, non è soltanto fortificante per il nostro spirito, ma rappresenta la più evidente riscoperta del patto primordiale che lega gli esseri umani a Colui che li ha creati e che li sostenta.

Dice Allah il Sapiente: Nelle notti del digiuno vi è stato permesso di accostarvi alle vostre donne; esse sono una veste per voi e voi siete una veste per loro. Allah sa come ingannavate voi stessi. Ha accettato il vostro pentimento e vi ha perdonati. Frequentatele dunque e cercate quello che Allah vi ha concesso. Mangiate e bevete finché, all’alba, possiate distinguere il filo bianco dal filo nero; quindi digiunate fino a sera. Ma non frequentatele se siete in ritiro nelle moschee. Ecco i limiti di Allah, non li sfiorate. Così Allah spiega agli uomini i Suoi segni, affinché siano timoratiII:187.

Come evidenzia il versetto di cui sopra, durante il Sacro mese di Ramadan ogni credente dovrà coscientemente astenersi da tutte quelle grazie che l’Altissimo gli ha conscesso, attenendo così una purificazione necessaria al proprio riconoscimento di Allah quale Unico Sostenitore e Provveditore di Misericordia; ciò vale per entrambi i essi ,e solo in alcuni casi sono previste delle facilitazioni direttamente da Allah Stesso nel Corano: per ciò che riguarda le credenti, allorquando esse si trovano in stato di mesturo debbono obbligatoriamente sospendere il digiuno per recuperarlo in seguito, come anche quado le stesse siano in condizioni fisicheda mettere in pericolo la loro steesa vita, per esempio durante particolari mesi di gravidanza.

E’ possibile sospendere il digiuno e recuperarlo in seguito anche quando si è malati o ci si trova in viaggio, come leggiamo nel Libro di Dio:…E chiunque è malato o è in viaggio assolva (in seguito) altrettanti giorni. Allah vi vuole facilitare e non procurarvi disaggio, affinché completiate il numero die giorni e proclamiate la grandezza di Allah che vi ha guidato, Forse sarete riconoscenti. II:185.

Al temne dei giorni del sacro Ramadan tutti i credenti celebrano la Festa del Digiuno (Eid al Fitr).

Oltre i casi di astensione straordinaria dal digiuno fin qui descritti, potrebbero verificarsi rare situazioni in cui i credenti siano autorizati al non effettuarlo, per esempio in casi di particolari malattie croniche o in caso di vecchiaia avanzata, ma ogni volta che potremmo trovarci in situazione del genere sarà meglio consoltare un dottore dell’islam per dicidere nel modo più corretto: ricordiamoci sempre di essere dei “sotto messi a Dio” e quindi dobbiamo evitare di apportare personalissime quanto deleterie innovazioni ai precetti di Allah il Saggio.

Ma aldilà dell’aspetto pratico, sia pure fondamentale, del digiuno di Ramadan, vorremmo soffermarci ancora sul carattere spirituale che esso comporta e sulla sua funzione di mezzo di espiazione dei nostri piccati; proprio in questo mese benedetto, dobbiamo meditare sui benefici acquisiti dalla nostra accettazione dell’islam, con la conseguente ricompensa che Allah l’Immenso ci ha promesso, così come dovremo intensificare le nostre opere di bene al fine di purificare i nostri cuori da tutto ciò che le nostre mani e la nostra bocca hanno effettuato durante tutto l’anno.

Per avvicinare il più possibile al Compassionevole, ancora di più nel mese di Ramadan, possiamo compiacerLo ricordandoci frequentemente di Lui: il Ricordo di Allah, è quanto di più grande ci sia tra i cieli e la terra ed esso è paragonabile alla migliore pianta che dà i più buoni frutti nel suo mese migliore. Dice Alah i’Altissimo: Quando i miei servi ti chiedono di Me, ebbene Io sono vicino! Rispondo all’appello di chi Mi chiama quando Mi invoca.Pricurino quindi di rispondere al Mio richiamo e credono in Me, si che possono essere ben guidati. II:186.

Cari frateli e sorelle nell’islam, sapiate che la nostra Religione è fondata sul timore che tutti noi dobbiamo avere per Allah il Glorioso; Egli nella Sua Grandezza ci ha dotato di straordinari mezzi intellettivi, materiali e di discernimento spirituale: oltre questo Egli nellaSua Immensità ha stabilito per i Suoi servi la ricompensa nell’Altra Vita, ma malgrado Allah è Colui che sussiste per Se Stesso, pretende da noi rispetto e i’osservanza dei Suoi Ccomandamenti tra cui il digiuno di Ramadan. Sappiamo bene che nella vita di oggi, in cui il materialismo e il consumismo sono stati eretti come idoli da venrrare, qualunque sacrificio in nome del Sublime può apparire oneroso e difficilmente applicabile, ma nio siamo musulmani, e crediamo fermamente in Allah e nei Suoi precetti, quindi ci sottomettiamo al Suo ordine e accettiamo di buon grado il digiuno di Ramadan quale mezzo atto al Suo Compiacimento nonchè al rafforzziamento della nostra fede. Disse il Profeta Muhammad (PBSL):C’è in Paradiso una porta detta del Dissetamento, dalla quale entreranno nel Giorno della Resurrezione quelli che avran digiunato; non altri che loro vi entreranno. Qualcuno chiamera: “Dove sono coloro che hanno digiunato?” Ed essi si leveranno, e da essa non entreranno altri che loro; e quando saranno entrati, verrà chiusa e non vi entrerà nessuno.

E proprio in Ricordo di Allah e per ottenere la Sua Retribuzione che noi Lo preghiamo di accettare i nostri digiuni e di rafforzare il nostro timore verso di Lui, di purificarci per tute le ingiustizie e i peccati che commettiamo, di giudicare verso la comrensione che tutto viene da Lui e ad Egli sarà ricondotto.

Non ci resta che augurare a tutti voi fratelli e sorelle nell’islam, dei digiuni di Ramadan virtuosi e profondi nel loro valore spirituale, invitandovi a rispettare tale pilastro della Religionein modo interiormente ricco.

Nell’epoca in cui viviamo,dove il valore dei beni forniti noi dal Creatore vengono usati senza la consapevolezza della loro essenza e funzione vitale, l’Islam per grazia di Allah il Generoso ristabilisce la giusta considerazione e invita alla necessaria meditazione su tutto ciò che il Misericordioso ha donato alle sue creature.

Quante volte abbiamo verificato il totale disprezzo da parte della massa per le grazie che giornalmente Allah fa scendere sull’umanità? In quanti luoghi abbiamo verificato l’ingratitudine degli uomini verso l’Immenso e verso se stessi? Quanto ancora vedremo il figlio di Adamo procedere nella sua vita avvolto nel buio della disobbedienza e della ribellione al Signore dei mondi? Il Ramadan (nono mese del calendario lunare) è il mese in cui avvennero fatti straordinari e fondamentali per la diffusione e la vittoria dell’Islam in tutta l’Arabia.

In questo benedetto mese dell’anno 610 d.c. l’Angelo Gabriele (PSL) recitò a Muhammad (PBSL) la prima rivelazione coranica (l’intero Corano discesse nei successivi ventitré anni) nota come la sura dell’Aderenza (Alaq) i cui primi cinque versetti recitano: Leggi! In nome del tuo Signore che ha creato, ha creato l’uomo da un’aderenza. Leggi, ché il tuo Signore è Generosissimo, Colui che ha insegnato mediante il calamo, che ha insegnato all’uomo quello che non sapeva. XCVI:1/5.

Nel mese di Ramadan dell’anno 623 d.c. si combatte l’importantissima battaglia di Badr tra musulmani e miscredenti, la quale segnò una tappa fondamentale per la successiva vittoria dell’Islam sugli infedeli. Dice Allah il Potento: Allah già vi soccorse a Badr, mentre eravate deboli. Temete Allah! Forse sarete riconoscenti! Quando dicevi ai credenti: “Non vi basta che il vostro Signore faccia in vostro aiuto tremila angeli?” Anzi, se sarete pazienti e pii, quando i nemici verranno contro di voi, il vostro Signore vi manderà l’ausilio di cinque mila angeli guerrieri. E Allah non ne fece altro che un annuncio di gioia per voi, affinché i vostri cuori si rassicurassero, poiché la vittoria non viene che da Allah, l’Eccelso il Saggio. III:123/126.

E sempre nel sacro mese di Ramadan, nel 630 d.C. ci fu il trionfale ingresso di Muhammad (PBSL) e dei suoi compagni nella città di Mecca, ove il Profeta di Dio (PBSL) abbatté con la sua spada i trecentosessanta idoli che circondavano la Ka’ba, riportando quindi in essa il culto dell’Unicità di Allah. In questo importantissimo evento, la misericordia di Allah, il Perdonatore si palesava allorquando l’Inviato di Allah (PBSL) malgrado avesse in pugno I suoi oppositori meccani, di un sol colpo li perdono senza condizioni.

Come abbiamo visto che gli episodi storici citati furono parte importante delle grazie che Allah il Generoso fece scendere ai primi seguaci dell’Islam.

Dice Allah il Glorioso: E’ nel mese di Ramadan che abbiamo fatto scendere il Corano, guida per gli uomini e prova di retta direzione e distinzione. Chi di voi ne testimoni (l’Inizio) digiuni….. II:185.

Noi musulmani siamo veramente grati al Sublime perché Egli persevera incessantemente nella Sua Misericordia per noi, e attestiamo che Lui è il nostro Unico Sostentatore e il solo Essere capace di aprire e chiudere la mano;

Noi musulmani ci rimettiamo alla Sua Compassione pioché Egli è il Purificatore dei nostri corpi e delle nostre anime e la Sua Purificazione regala il risveglio dei nostri cuori e la percezione spirituale dei Suoi Attributi: noi musulmani digiuniamo nel mese santo di Ramadan al fine di ascrivere nel libro delle nostre coscienze il merito del timore che abbiamo per Lui, il Compassionevole il Misericordioso.

Dice ALLAH l’Onnisciente: Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete? Tutto quel che è sulla terra è destinato a perire, (solo) rimarrà il volto del tuo Signore, pieno di Maestà e di Magnificenza. LV: 25/27.

La verità viene da Allah il Sapiente.

riferimento:
http://www.alhuda.it/islam/islam.asp?id=45

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