PARMA.REPUBBLICA.IT-Il bilancio provvisorio ad un anno e mezzo dall’apertura del Centro islamico, in attesa del Ramadan GUARDA LE FOTO
di Irene Sandei.

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La moschea di via Campanini, circondata, come quella di via Cufra, dalle solite rimesse e autofficine, è abbastanza affollata anche se sono le 13.30, ora di pranzo, ma anche ora del terzo momento giornaliero di preghiera per i musulmani.

All’uscita si presenta Khalid Zidane, portavoce del Centro culturale islamico di via Campanini ed ex direttore della moschea di borgo S. Giuseppe, e subito si scusa : « L’aria condizionata ancora non l’abbiamo, costa troppo, dobbiamo ancora finire di pagare l’ultima rata dell’acquisto dell’immobile: 80 mila euro. Contiamo molto sul Ramadan, quando i cuori dei musulmani diventano molto teneri! ».

Quanto ai rapporti di « buon vicinato » con gli artigiani della zona, la situazione non è particolarmente idilliaca: “Siamo stati querelati da un gruppo di 36 artigiani che però ha già perso due cause. Altri due artigiani invece ci hanno appoggiato: il titolare della Fisher – un americano che giudica positivamente la nostra presenza qui: il nostro via vai serale gli consente di non chiamare vigili per la sorveglianza notturna – e quello dell’A.P.A., che ci ha fatto l’impianto elettrico”.

Le attività previste per il Centro, invece, sembrano ben avviate: “ Ci sono corsi di lingua araba per i bambini musulmani italiani e per gli adulti italiani o di altra nazionalità, gli uomini al mattino, le donne al pomeriggio. Ora la scuola è sospesa per le vacanze ma riaprirà a settembre. È gratuita ed è aperta a tutti. La biblioteca multiculturale è in allestimento, per ora ci sono pochi libri in italiano, i volumi sono prevalentemente in lingua araba, ma vogliamo acquisirne anche in lingua inglese e francese. Come Centro culturale islamico facciamo parte dell’Ucoii (Unione delle Comunità e Organizzazioni Islamiche in Italia) che, a sua volta, dipende dal Centro Islamico Europeo con sede a Parigi, quindi saremo in contatto anche con l’Institut du Monde Arabe”.

La domanda sull’assenza delle donne è inevitabile e Khalid, imperturbabile, risponde: “Le donne possono venire quando vogliono, solitamente preferiscono il venerdì (il nostro giorno sacro) e la domenica, perché ci sono le lezioni di lingua araba e di Corano per i bambini”.
In ogni caso, in moschea, hanno una ‘ dependance’ riservata a loro, con bagno annesso. La voce dell’imam, che parla dalla moschea degli uomini, arriva fino a loro grazie al microfono.

Gli spazi, in Via Campanini, sono ampi, davanti alla moschea c’è uno spazio che potrebbe diventare un cortile per i giochi dei bambini: « Questo è il progetto – sorride Khalid – ma ci servono tanti Ramadan e tante collette per realizzarlo! ».
Il Centro comunque è molto frequentato: “I fedeli musulmani sono 10mila, in maggioranza maghrebini, ma ci sono anche diversi italiani, e un indonesiano, il nostro fratello Masruri, il custode, il S. Pietro di via Campanini”.

In questo mese di Ramadan la moschea sarà in particolare fermento: « Oltre al banchetto che offriremo dopo la preghiera del tramonto, ci sarà un ulteriore momento di raccoglimento. Si terrà a fine giornata e durerà un’ora, dalle 22 alle 23 circa, è facoltativo ma dà molto merito! ».
(20 agosto 2009)

riferimento: http://parma.repubblica.it/dettaglio/articolo/1700295

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