D.: Cosa è il digiuno del mese di Ramadàn?
R.: Il digiuno del mese di Ramadàn è il quarto pilastro dell’Islàm e questo sulla base dell’insegnamento del Profeta, il quale ha detto: « L’Islàm si fonda su cinque: La professione di fede che non c’è divinità tranne Allàh e che Muhàmmad è Apostolo di Allàh; il rito d’adorazione; l’imposta coranica; il digiuno di Ramadàn; il Pellegrinaggio alla Casa di Allàh, che è obbligatorio per chi ne abbia la possibilità ».

ramadhan


D.: In cosa consiste il digiuno di Ramadàn?
R.: Il digiuno di Ramadàn consiste nell’astenersi da cibo, bevanda, rapporti sessuati, dall’introdurre nel corpo per via orale sostanze voluttuarie e medicinali (queste ultime se non assolutamente indispensabili) dall’alba al tramonto, tutti i giorni del mese di Ramadàn, che è il nono mese dell’anno lunare e può essere o di 29 o di 30 giorni.

D.: Come si stabilisce la durata di Ramadàn?
R.: La durata del mese di Ramadàn si stabilisce in base all’avvistamento della nona luna, da cui comincia il digiuno diurno, fino all’avvistamento della decima luna. E’ l’avvistamento della luna che determina l’inizio e la fine del digiuno.

D.: Chi ha l’obbligo del digiuno in Ramadàn?
R.: Tutti i musulmani, maschi e femmine, puberi e sani di mente

D.: Ci sono casi di deroga e di esenzione?
R.: Sì! Sono esenti dall’obbligo le donne quando sono mestruate e in puerperio e possono non digiunare in deroga all’obbligo i viaggiatori e i malati. Tanto le prime quanto i secondi hanno l’obbligo del recupero dei giorni non digiunati, quando sia cessata la causa dell’esenzione o della deroga, dopo la fine di Ramadàn.

D.: Ci sono altri tipi di esenzione dal digiuno?
R.: Sì! La persona avanzata negli anni, che non si sente la forza di digiunare, può astenersi dal digiuno, sostituendolo con il provvedere alla rottura del digiuno di un digiunante per i giorni di mancato digiuno. La donna incinta che teme pregiudizio per la gravidanza e la donna che allatta nel caso che tema pregiudizio all’allattamento

D.: Quali son le regole fondamentali del digiuno?
R.: La prima regola è quella di formulare, prima dell’alba, l’intenzione di eseguire il digiuno, dopo avere eseguito il suhùr, cioè la colazione pochissimo prima dell’ imsàk, cioè dell’ astinenza; eseguire la rottura del digiuno alla chiamata del rito di adorazione del tramonto con datteri, latte o acqua e fare l’if tar, cioè il pasto di rottura del digiuno, subito dopo il rito del tramonto.

D.: Quali azioni annullano il digiuno?
R.: L’immissione di un liquido nel corpo attraverso gli orifizi; l’emissione di sperma per l’uomo e di liquido orgasmico per la donna indotti da sguardo insistente, immaginazione, bacio o toccamento; vomito provocato; aver mangiato, bevuto e fatto sesso sotto costrizione; aver mangiato e bevuto pensando che fosse ancora notte e aver rotto il digiuno avendo pensato che il sole fosse già tramontato; l’introduzione nel corpo per via orale di qualsiasi sostanza. In questi casi il digiuno deve essere recuperato dopo Ramadàn.

D.: Che accade se si mangia o beve distrattamente
R.: Se ci si rende conto e si ricomincia il digiuno, il digiuno del giorno è valido, mentre se si pensa che ormai il digiuno è rotto e non lo si riprende, si deve recuperarlo dopo Ramadàn.

D.: Quali i casi in cui è necessaria l’espiazione?
R.: L’espiazione, che sì chiama in arabo kaffàrah, è richiesta nel caso di rapporti sessuali volontari e di rottura consapevole e volontaria del digiuno.

D.: Come avviene l’espiazione delle infrazioni volontarie del digiuno?
R.: L’espiazione può avvenire in tre modi: liberando uno schiavo, digiunando per due mesi consecutivamente, nutrendo sessanta poveri con un pasto giornaliero, oppure un povero con sessanta pasti giornalieri.

D.: Ci sono altri digiuni oltre quello di Ramadàn?
R.: Sì! Il digiuno nel giorno della sosta in Arafàt durante il Pellegrinaggio, cioè il giorno nove del mese del Pellegrinaggio; il giorno dieci del primo mese dell’anno,

cioè Muhàrram, in ricordo del passaggio del mar Rosso da parte dei figli di Israele guidati da Mosè; i primi sei giorni del mese successivo a Ramadàn, Shawwàl, escluso il 1° che è il giorno della Festa della rottura del digiuno.; i tre giorni del plenilunio di ogni mese, cioè il 13, il 14 e il 15 ovviamente del mese lunare; il lunedì e il giovedì di ogni settimana; il digiuno un giorno sì e un giorno no, detto il digiuno del profeta Dawùd.

D.: Ci sono giorni o periodi in cui è sconsigliato il digiuno?
R.: E’ sconsigliato digiunare il giorno di venerdì (a meno che non si digiuni prima anche giovedì, o dopo anche sabato) e il giorno di sabato solamente; nella seconda metà del mese che precede il digiuno (Shabàn).

D.: Ci sono giorni o perìodi in cui è proibito il digiuno?
R.: E’ vietato digiunare: ininterrottamente per due giorni o più, nel giorno dubbio (se sia 30 Shabàn o 1° Ramadàn), tutto l’anno, nei giorni delle due Feste comandate (quella della rottura del digiuno e quella del Sacrifìcio) e nei tre giorni successivi alla Festa della Rottura del digiuno. E’, inoltre, vietato dì digiunare alla donna, quando è mestruata e, nel caso del digiuno facoltativo, senza il consenso del marito.

D.: Quali fatti importanti avvennero di Ramadàn?
R.: L’evento più importante in assoluto che si è verificato in Ramadàn è stata l’investitura apostolico-profetica di Muhàmmad insieme alla prima Rivelazione del Corano nella notte del destino, che viene tradizionalmente commemorata nella notte del 27 Ramadàn. La battaglia di Bàdr il primo scontro armato tra i fuorusciti Musulmani e l’esercito meccano, battaglia vinta dai Musulmani, inferiori per numero e armamento, con l’aiuto di Allàh, avvenuta il 17 Ramadàn nell’anno seguente a quello dell’Egira; la liberazione della Mecca dal dominio idolatrico-politeista, avvenuta nell’anno 8° dopo l’Egira.

D.: Quando venne istituito il digiuno?
R.: Venne istituito nel mese che precede Ramadàn nel 2° anno dell’Egira.

D.: Quali sono i vantaggi del digiuno?
R.: Il digiuno è uno scudo che protegge dal fuoco dell’inferno, ha anche benefici effetti sulla salute fisica soprattutto del tubo digerente e ha effetti disintossicanti; dal punto di vista psicologico favorisce la formazione nel digiunante del controllo di sé attraverso lo sforzo di autodisciplina che l’osservanza richiede, promuove la solidarietà e conduce al timore di Allàh.

riferimento:
CENTRO ISLAMICO DI ALBENGA
http://web.tiscali.it/comislamica_liguria/farduayn.htm

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